i-Parents

Fesbicum e l’internette

Cos’è un i-Parents o un i-Relatives lo sappiamo tutti, perché tutti in famiglia ne abbiamo almeno uno: si tratta di  genitori, zii, nonni e  cugini di ogni grado nuovi al mondo del web.

Costituiscono la categoria dei NUOVI ADOLESCENTI.

Sono  adulti che per puro caso e forse curiosità hanno deciso di affacciarsi al mondo hi-tec. Agiscono inizialmente con fare insicuro e passo titubante per poi diventare in breve tempo i nuovi padroni del web. Di solito la loro nuova vita  inizia con la classica frase : ” no ma a me non interessa, è che voglio trovare vecchi compagni di scuola!” . (brividi)

Da lì al disastro generazionale il passo è breve.

Il credulone

Non passa giorno che uno di loro non pubblichi il classico articolone condiviso da fonti quali www.iltelegrafo.it o ancora www.ilGioMale.it o anche www.ilcorrieredellapera.it . Insomma fonti attendibili. Gli articoli in questione possono vertere su qualunque tipo di argomento: dall’attualità alla politica, dal gossip all’economia. Ma al di la’ del lato simpatico e comico che può avere l’argomento ce n’è uno che sfiora il drammatico. Riguarda quegli utenti che condividono articoli a chiaro sfondo razzista non rendendosi conto di quanto siano manipolati da chi li ha messi in circolazione facendo leva proprio sulla stupidità di questi ultimi.  Mi è capitato di leggere articoli del tipo: “musulmano mangia bambina cristiana”. Il che  OK potrebbe anche succedere, così come il viceversa, ma non pubblicarlo aggiungendo la tua frase (frutto di riflessioni profonde mi viene da dire): “ecco come ci finirà, ci stanno invadendo e mangeranno tutti i nostri bambini” . Una scena a dir poco apocalittica.

Per intenderci alcuni sono i tipi che cascano facilmente nel tranello del “CONGRATULAZIONI SEI IL MILIONESIMO VISITATORE, HAI VINTO 100000 EURO, CLICCA QUI!”.

Questi li classificherei come i nuovi salvatori del mondo, i profeti del 21esimo secolo.

Poi ci sono loro.  I migliori dal mio punto di vista. I più simpatici ma anche quelli che prima o poi smetterai di seguire. Non li eliminerai dagli amici solo perché creeresti una faida familiare:

Gli eterni bambini

Se non li avete già tra i vostri amici vi consiglio di aggiungerli subito. Giusto per darvi un’idea: il loro post classico riguarda il tema del “gossip inter nos” ovvero il gossip di paese, non quello ad alti livelli. Cioè non vi aspettate che parlino delle love stories di Angelina e Bred perché preferiscono di gran lunga quelle di Cuncittina e Pep. A questi alternano foto intere e primi piani con tetta su panza  come rimedio contro l’invecchiamento. Quasi a rimarcare il fatto che il tempo passa ma solo per gli altri.

“COME DIREBBE MIA NONNA: TRATTASI DI BUTTANISIMO”

Hanno una schiera di fans pronti a difenderli, per lo più loro coetanei. Ma allo stesso tempo odiano qualcuno. Per forza. Devono odiare qualcuno! E’ il fulcro centrale su cui si sviluppa la loro vita social.

Vi riempiranno le giornate e le bacheche. Daranno un senso al vostro maniacale scorrere in sù e in giù la home di facebook. Saranno perfetti per un attimo di svago. Io ormai  c’ho quei 4-5 profili da visitare regolarmente. A mo’ di beautiful!

Facciamo un po’ di psicologia: le fasi della vita sul web

Questi giovani, si fa per dire,  utenti del web attraversano nella loro  vita tecnologica diverse fasi in brevissimo tempo, forse per recuperare gli anni perduti. Eh sì perché un utente “normale” (con normale intendo chi come me è cresciuto a pane e facebook) da adolescente pubblica cazzate e canzoncine romantiche. Da matricola pubblica il classico post “la sessione estiva mi sta uccidendo” o “fanculo voi e le vostre foto al mare”. Da trentenne passa alle  foto con rispettiva consorte, figlia, canuzzo e varie.

Gli “eterni bambini” invece devono in fretta recuperare tutte queste fasi, per cui la loro adolescenza durerà circa 6-7 mesi sui social. Periodo nel quale si omologheranno agli studenti delle medie. Il post medio in questa fase riguarderà il tema della musica e dell’amore. Dopodiché passeranno alla fase della frustrazione tipica dei 20 anni, caratterizzata da “a cosa stai pensando? Hai presente quando la sabbia scotta ma tu te ne freghi perché tanto sai che stai correndo verso il mare?  ecco bisognerebbe vivere così“.  (uccideteli).

Passato questo step ci si ritrova catapultati nell’età della zitellaggine. Che paradossalmente può colpire ed anzi colpisce soprattutto persone già sposate a discapito del significa vero,  proprio e profondo del termine. Dell’etimologia della parola noi ce ne fottiamo.  E’ caratterizzata da odio verso il prossimo e, nel caso delle donne, odio verso le prossime (giusto per essere più precisi). Ogni donna è vista come puttana dalle altre donne. Lasciatemi dire gli utenti potenzialmente più pericolosi. Il che è in forte contrasto col senso di femminismo talvolta manifestato in occasione di 8 marzo o giù di lì. Si troveranno in questa fase di hi-vita frasi del tipo : “tu che mi imiti non sarai mai alla mia altezza” o anche “inutile che parli male di me, se hai qualcosa da dirmi sai dove trovarmi” o peggio ancora “scelgo bene i miei amici di facebook (scambiando per veri amici persone mai viste e che spesso vivono a km e km di distanza) siete persone meravigliose”.

Ma subito dopo arriverà la fase della stanchezza. Una vita ormai giunta alla matura età di cui la saggezza ne è la principale portabandiera. In questa fase il topic è per alcuni religioso caratterizzato da madonne e preghiere in capo alla top ten degli argomenti da trattare assolutamente con lo scopo di far redimere un popolo impanato in peccato e pan grattato. Mentre per altri diventa l’era del perbenismo laico. Tutti sono delle merde tranne TE. Tutti fanno del male agli altri tranne TE. Sei troppo buono/a, hai senso del rispetto, TU.  Hai dei figli meraviglioso a differenza di quelli degli altri, “maladucati e puorci!”.

Senilità bruciata

Insomma per concludere mi viene da dire che da quando i nostri si sono affacciati sui social network la situazione è drasticamente cambiata. I ruoli si sono invertiti. Ci sono figli (dal patataro) a fare la spesa e madri a farsi i selfie. Padri felici che scoprono il like tattico e figli ancora vergini a 25 anni.

Mi viene da dire che l’adolescenza è quella fase della vita in cui forse per mancanza di inibizione dici tutto quello che ti passa per la testa, non valuti gli effetti ne tanto meno i danni di quello che fai. Sei istintivo, immaturo e anche un po’ arrapato. Ma a quanto pare l’adolescenza può colpirti pure a 60 anni!!

NB: ogni riferimento a persone, fatti o cose è puramente casuale. Me ne lavo le mani.

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