Cosa ha fatto di male la mia generazione?

Figli di un’epoca che ci vuole male

Mi capita di pensare spesso: “cosa avrei fatto io se fossi nato negli anni ’50?”

Eh si perché è più facile chiedersi cosa avrei potuto fare se… piuttosto che guardare in faccia i nostri tempi e fare.

C’è poco da dire, siamo figli di una generazione che ci vuole male. Siamo i figli di chi ha cavalcato l’onda ma lo ha fatto a discapito nostro. Siamo figli di quei padri che dagli anni ’60 in poi hanno sfruttato tutte le risorse del nostro paese riducendolo all’osso. Siamo figli di quei padri che in pensione troppo presto hanno rubato a noi la possibilità di averla, anche tardi. Siamo figli di quei padri che potevano realizzare i loro sogni se solo lo avessero voluto. Siamo figli di quei padri che bastava una buona idea per costruire un impero.  Siamo figli di quei padri che stato e mafia li vedevano a braccetto. Siamo figli di quei padri che il politico è buono se mi assume la figliola. Siamo figli di quei padri che fotti o ci andrai fottuto.

Siamo quei figli nati nel momento sbagliato. Siamo quei figli che vanno a scuola per 30 anni e che il lavoro, se lo vuoi, lo trovi all’estero. Siamo quei figli che diventeranno adulti a 50 e NON E’  DI CERTO COLPA NOSTRA.  Siamo quei figli che il 110eLode è bello ma non frutta. Siamo quei figli che si sentono dire che “certi cervelli è meglio vederli in fuga”. Siamo quei figli che il nostro ministro della pubblica istruzione ha meno titoli di mia nonna nata nel ’33.

Ma soprattutto siamo quei figli che rivogliono il loro futuro per dare un senso a tutto questo presente.

Ma quindi chi cazzo siamo?

Sono nato nel ’90 e 50 anni fa sarei stato un adulto, invece oggi mi ritrovo ancora bambino. Mi ritrovo a fare i conti con un paese che non mi offre nulla. Un paese il cui sistema scolastico mi obbliga a studiare fino a 30 anni illudendomi che la’ fuori qualcosa mi aspetta.

Si, di illusione si tratta (scusate la sicilianità). Perché a me sembra una bella presa per il culo. Un modo per farci perdere tempo. 5 anni di liceo, 3+2 di università (senza contare che il sistema fa di tutto per mandarti fuori corso, come se non bastasse), 2 di dottorato (“fallo, fa carriera” mi diceva mio zio, sempre in tono Don Corleone) e 3 mesi di lavapiatti a Londra. “Che fa mentre mandi curricula vuoi stare fermo? non sia mai!” (sempre mio zio).

Nel frattempo gli anni passano e ci chiamano pure bamboccioni. Noi, bamboccioni? Noi che siamo governati da 80enni che non si levano dalle palle occupando i nostri ruoli? Ma per favore!

Ma io ci credo troppo nella mia generazione. Non ci posso fare nulla, in fondo sono ottimista. Lo devo dire: io penso che cambieremo il mondo. Vedo miei coetanei brillanti, avere idee geniali. E’ vero, qualcosa gli impedisce di metterle in pratica. Ma sono sicuro che ci sarà la svolta. Tipo una rivoluzione. Una rivoluzione che cambierà le carte in tavola: i giovani a lavorare e i vecchi a godersi la pensione. Questo porterà la mia generazione. Riporterà i fiori nei giardini italiani, non li esporterà più. Questi fiori siamo noi. Non vogliono farci sbocciare ma noi ce ne freghiamo e sbocciamo lo stesso.

Vaffanculo !

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